giovedì 11 febbraio 2016

"Sybil" di Flora Retha Schreiber e dissociazione mentale: un paio di considerazioni generali

Buongiorno!
Il postino ha appena suonato e io sono felice come un re *-* dentro il piego di libri c'era "Sybil", di cui vi ho parlato qualche giorno fa, scritto da F. R. Schreiber.
L'argomento?

Una donna vittima di un disturbo spesso molto male interpretato e spiegato al giorno d'oggi, ossia il disturbo dissociativo di identità. Naturalmente il suo e quello di Billy Milligan, protagonista del romanzo "Una stanza piena di gente" di Keyes, sono casi estremi che a loro volta rischiano di fuorviare il lettore ignaro: in genere la dissociazione mentale (della cui origine negli individui vi ho già parlato qui) assume contorni più sfumati, pur rimanendo ancorata al tipico funzionamento di switch on/off fra i vari stati mentali, o "alter", in gergo. Spesso questi alter hanno modi di pensare e agire diversi se non opposti rispetto alla personalità originale o principale e possono avere capacità diverse da lei, come saper scrivere o disegnare molto bene. Possono avere voci diverse e capita che assumano addirittura sostanze eccitanti come la nicotina, alcol o droghe, ma tutto questo può anche non succedere in maniera così definita.

Non tutti gli alter assumono il totale controllo della persona, non sempre il soggetto non sa come è arrivato in un certo luogo o si ritrova con oggetti acquistati da un altro alter. Immaginate la vostra vita: è uno scorrere fluido di eventi, di reazioni emotive ed emozioni. Potete ricostruire la vostra giornata e la vostra vita senza troppe dimenticanze, ma un dissociato non passa fluidamente da uno stato mentale a un altro: gli alter si alternano in un sistema di acceso/spento, con sbalzi d'umore molto forti. Può essere che queste persone non siano in grado di ricostruire intere fette della loro vita, con episodi mancanti o difficili da ordinare in sequenza. Gli alter possono avere anche grafie diverse e look particolari che identificano il loro costante stato emotivo, stato che codifica la struttura di comportamento reiterativo col quale finiscono per affrontare ogni momento di stress.

Se, per esempio, un alter si è dissociato dalla personalità principale col dovere di proteggerla e vendicarla in seguito a un grave trauma che ha subito da bambina o in taluni casi da giovane adolescente, il suo modo di reagire sarà sempre quello rabbioso e aggressivo di un bambino o giovane adolescente anche quando la persona sarà ormai adulta. C'è di peggio: piano piano, ogni più piccola situazione di stress diventa un trigger per attivare quel particolare stato mentale e ciò trasformerà il dissociato sempre più in un individuo guardato dagli altri con stranezza e perplessità, in quanto assumerà atteggiamenti infantili e inadeguati alla sua età effettiva.

Potrei parlarvi per ore di questa tematica sulla quale studio e che mi appassiona da tempo, ma mi fermo qui. Sappiate solo che questo libro è magnifico, sia per il tema, sia per come è scritto.
E sappiate che ne parlerò presto nel dettaglio.  Promesso.

6 commenti:

  1. È un argomento affascinante, metto in lista :)

    Allucinazioni di Sacks lo hai letto? L'argomento non c'entra moltissimo ma mi è venuto in mente leggendo questo post…

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    1. Ti consiglio di dare un'occhiata anche a Una stanza piena di gente di Keyes! Ho dato un'occhiata all'estratto su Amazon del libro che mi hai consigliato, sembra interessante ma devo dire che mi è parso più una specie di saggio che un romanzo e non sono un'appassionata di saggistica!

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    2. Mi segno anche quello!

      Allucinazioni è un saggio ma non è affatto pesante o complicato, Sacks è (era :'() un divulgatore veramente eccezionale! (se ti interessa l'avevo recensito prima di Asimov :D)

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    3. Magari gli darò una possibilità :-) oggi appena riesco corro a leggere la tua recensione!

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  2. Ciao, Volevo acquistare questo libro, è un romanzo del genere thriller psicologico ? Ha le figure disegnate ? O.o un saluto luca

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    1. Ciao, grazie per aver commentato :)
      Non ho ancora letto tutto il romanzo, al momento mi sto dedicando ad altre letture, ma credo si possa identificare con il genere da te indicato solo in parte. E' un romanzo più che altro autobiografico (ma non somiglia a una cronaca, è proprio un romanzo) tramite il quale Sybil racconta se stessa, le sue sedute psicoterapeutiche, il modo in cui le sue personalità "switchano" da una all'altra, facendola ritrovare ora in un luogo, ora in un altro anche lontano di migliaia di miglia (le pagine che ho letto erano così).
      Nella mia versione del romanzo, verso il centro, c'è una sezione di fotografie e immagini, oltre a qualche disegno di Sybil, che documentano, da parte della sua psicoterapeuta, il progredire o regredire della sua malattia. Personalmente lo trovo molto interessante e mi sento di consigliartelo :)

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